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L'espressione artistica è sempre stata una fonte sostanziosa di riflessioni
più o meno valide, pertinenti,
banali o illuminanti sulla natura di quei animalucci, quali siamo, capaci di creare paradisi ed inferni con
inaspettato savoir-faire o con terrificante imbecillità.
Capacità invidiabile che presuppone una grande libertà d'azione... anche se guardandoci attorno dovremmo asserire che spesso siamo liberi di fare ciò di cui non siamo consapevoli...
ma questa è un'altra storia!
In questo spazio si cerca di proporre riflessioni sull'arte, da esporre al pubblico ludibrio; lo sforzo che si richiede all'esterrefatto lettore è quello di arrivare alla fine dell'articolo, per decidere poi di proseguire nella navigazione, più indifferenti di prima, o assorbire il colpo con moto di compassione dando una pacca virtuale sulla spalla dello scrivente. Lo specchio ci impone la riflessione del nostro sguardo: da questa indicibile intuizione, ho pensato che il titolo più adatto non potesse non tenerne conto, collegandolo alla visione che si può avere sulle cose dell'arte. Le vicissitudini dell'arte e del suo rapporto con la società seminano esaltazioni e perplessità. Da esse germogliano stimoli e dubbi, che in epoca contemporanea compongono spesso orti intricati e in veloce mutamento (almeno apparente). Inevitabili sono le domande che gli addetti ai lavori possono farsi, ma che molto di più emergono nel resto della società, complemento oggetto delle frasi costruite dalla genesi artistica. Un quesito è il seguente: l'arte contemporanea; una distinzione tra il valido e l'inutile è sempre più indispensabile. Si può?...
...Qui possiamo anche chiudere subito ed evitare così sguardi patetici, minacce e proposte di gogna;
oppure può essere una sfida ad osservare le dinamiche artistiche da vari punti di vista ed impostare considerazioni con un minimo biologico di senso e magari contribuire a focalizzare il problema (ammesso che per qualcuno esista il problema!).
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