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theorèin biografia di Charles Baudelaire
Charles-Pierre Baudelaire nasce a Parigi il 9 aprile del 1821 da Joseph-Francois e Caroline Archimbaut-Dufays, al numero 13 di rue Hautefeuille; il padre capo degli uffici amministrativi del senato, ha sessantadue anni, e, vedovo della prima moglie, è al suo secondo matrimonio con la ventisettenne Caroline.
A soli sei anni Charles resta orfano di padre e dopo poco più di un anno la madre sposa in seconde nozze il maggiore Jacques Aupick.
Questo matrimonio gli provocò un trauma e un senso di carenza affettiva dei quali porterà le conseguenze per tutta la vita.
Durante gli studi si appassionò alla lettura dei romanzi cosiddetti "satanici" del Settecento inglese, iniziò a scrivere versi e condusse un'esistenza bohémienne.
Il patrigno, preoccupato, lo costrinse nel 1841 a un lungo viaggio in Oriente, che durerà dieci mesi: nacquero allora alcune delle poesie che, quindici anni dopo, saranno pubblicate nella raccolta I fiori del male.
Gli anni dal 1842 al 1844 videro nascere legami intellettuali (con personaggi come Gautier e Balzac, Manet e Delacroix), una relazione con l'attrice mulatta Jeanne Duval (passione costante fino alla morte di lei, per alcolismo), l'assidua frequentazione del club dei fumatori di hascish, l'interesse teorico e pratico per l'uso dell'alcol e delle droghe, le preoccupazioni economiche per i debiti con gli strozzini, che lo angosceranno per tutta la vita.
La madre, spaventata, lo fece interdire: al notaio Ancelle, nominato dal tribunale suo tutore, Baudelaire dovrà rendere conto per il resto dei suoi giorni.
Nel 1848 fu accanto agli insorti, sulle barricate.
Nel 1857 fu pubblicata la prima edizione dei Fiori del male e pochi giorni dopo fu sequestrata: il poeta e l'editore furono processati per pubblicazione oscena.
La raccolta, ripubblicata ampliata nel 1861, rivoluzionò la poesia europea, aprendo la strada al simbolismo: le novità sono l'uso analogico della parola, la ricerca della metafora esatta che colga le segrete "corrispondenze" della natura, la tematica dello spleen, della noia come simbolo della condizione esistenziale dell'uomo moderno.
Grande suggestione esercitarono anche i Poemetti in prosa(1869), tra cui Lo spleen di Parigi, primo esempio di una prosa poetica che asseconda con la sua musicalità i moti lirici dell'anima e della fantasia. Tra le altre opere: il racconto La Fanfarlo (1847), due studi su E. Poe (1852 e 1857), i saggi su I paradisi artificiali (1861) e L'arte romantica (1868), gli articoli sull'arte figurativa delle Curiosità estetiche (1868).
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