theorèin biografia di Buddha
Fondatore del Buddhismo (Kapilavasthu 560 a.C. - Kusinara 480 circa).
Le date sopra citate sono quelle sulle quali sono concordi tutti gli indianisti. Taluni testi, tuttavia accettano le date seguenti: 557-447 e 563-480 a.C. Anche a proposito del Buddha è stata posta la questione della storicità, così come avviene in tutti quei casi in cui la memoria umana non è sostenuta da precisi ricordi. Circa la sua esistenza storica, tuttavia, pare non ci siano ragioni valide di dubbio, poiché l’archeologia ha fornito elementi concreti di appoggio. La tradizione più antica sulla vita e sulla dottrina del Buddha è quella pali, anteriore al III secolo. Genitori del Buddha furono il re Sùddhodana della famiglia dei sàkya, principe di uno stato situato ai piedi dell’Himalaia nepalica (nei pressi dell’attuale Tilama-Kot) e la regina Mahà Màyà. Alla nascita gli venne imposto il nome di Siddhàrtha, nome il cui significato suona: colui che ha raggiunto il suo scopo; la tradizione lo ricorda, preferibilmente, con il nome del capostipite della sua famiglia, Goutama. Poiché la madre morì poco tempo dopo la sua nascita, il giovane Goutama venne educato dalla sorella di lei, Mahàprajàpatì. Trascorse la fanciullezza e la giovinezza nell’agio e nel lusso; a diciannove anni sposò la cugina Yasodharà dalla quale ebbe un figlio, Ràhula. Aveva 29 anni, quando turbato profondamente dallo spettacolo della sofferenza e della miseria umana, decise di porre fine alla sua vita di ozio, dissipata e frivola. Abbracciò la vita dell’asceta e per sette anni ascoltò gli ammaestramenti dei mistici brahmani, mendicando e macerandosi con digiuni ed esercizi spirituali alla ricerca affannosa della rivelazione della verità, finchè la rivelazione giunse: ed egli fu il Buddha, l’Illuminato. Si dette, quindi, a predicare la sua dottrina sul dolore e sulla via che conduce alla sua cessazione, al nirvàna. Per oltre quaranta anni il Buddha predicò il suo pensiero e vide rapidamente crescere il numero dei fedeli, tra i quali vale la pena ricordare il re del Magadha (oggi Bihar), Bissishàra, che fece donazioni in larga misura alla comunità buddhistica, Ananda, il prediletto tra i discepoli che lo vegliò sul letto di morte, e infine Ràhula, figlio del B. Devadetta, pure suo discepolo, gli fu, invece acceso nemico, poiché sostenitore intollerante di un ascetismo rigoroso. Buddha fondò una comunità maschile e, successivamente, una femminile. Secondo la leggenda, il Buddha nacque da un fianco della madre che, in piedi, appoggiata a un albero di fico, lo dette alla luce; la sua morte sembra sia stata causata dall’aver mangiato della carne di cinghiale.
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