theorèin biografia di
John Locke

Filosofo inglese (Wrington, presso Bristol 1632 - Contea di Essex 1704). Seguì in esilio lord Ashley caduto in disgrazia degli Stuart; tornato in patria all’avvento di Guglielmo d’Orange sul trono inglese (1689), rifiutò le cariche e gli onori che il nuovo re gli offriva e si ritirò a vita privata nei pressi di Londra, dedicandosi interamente alle occupazioni intellettuali. Oltre che di filosofia, si occupò di politica e di pedagogia; fu il teorico del costituzionalismo inglese. Nel Saggio sull’intelletto umano, che è la sua opera fondamentale, egli nega l’esistenza di idee innate, poiché l’anima è originariamente una tabula rasa. Tutte le idee, afferma Locke, nascono dalla esperienza e tutte si risolvono in poche idee semplici; le fonti della esperienza sono due, sensazione (senso esterno) e riflessione (senso interno). Questi dati della esperienza (o idee semplici) elaborati dall’intelletto e sottoposti ad astrazione formano le idee generali e, mediante la combinazione, idee complesse. La verità è inerente all’accordo o disaccordo fra le idee. Noi siamo certi della esistenza di noi stessi e delle cose esterne, grazie alle nostre sensazioni, ma limitatamente alla durata di queste. Sulla natura delle cose non possiamo avere alcuna certezza scientifica: l’esperienza non ci dà che idee semplici di proprietà sensoriali. Le cosiddette sostanze non sono che "collezioni di idee semplici", coesistenti per una unione a noi ignota. Le nostre definizioni delle cose costituiscono le essenze nominali, non quelle reali degli oggetti. In politica Locke è il primo formulatore teorico del costituzionalismo liberale (Trattato sul governo); allo stato naturale gli uomini hanno questi diritti fondamentali: il diritto alla vita, alla libertà, alla proprietà, e come sussidiari di quelli i diritti di difesa e di punizione. La mancanza di regolarità e di sicurezza nell’eseguire l’esercizio di questi ultimi diritti induce gli individui a trasferirli per contratto, ad un autorità sovrana, conservando intatti i diritti fondamentali. Se quindi l’autorità statale, invece che garantirli e proteggerli, li viola, il cittadino ha il diritto di resistenza e persino di ribellione.