theorèin biografia di Pier Paolo Pasolini
Nato a Macerata nel 1922 e scomparso a Roma nel 1975. Attore e regista italiano. Si Laurea in Lettere nel capoluogo emiliano dove dirige e fonda con F. Leonetti e R. Roversi la rivista Officina. Pasolini, per la sua vasta ed interessante produzione narrativa, poetica, saggistica e cinematografica, è considerato tra gli autori italiani più importanti del dopoguerra. Il suo sodalizio con il mondo cinematografico coincide con il suo trasferimento a Roma. Inizia collaborando alla sceneggiatura di alcuni film. Tra i quali La Notte Brava del 1959, Il Bell'Antonio e La Giornata Balorda, del 1960, diretti da Mario Bolognini e, nel 1962, La Commare Secca. La prima esperienza come regista arriva, invece, nel 1961 con il film Accattone, dove inaugura quel filone tematico che lo renderà celebre. La periferia romana. La vita dura del sottoproletariato capitolino, quella pesante delle borgate dimenticate. Il linguaggio scarno che utilizza, riecheggia il modello del cinema giapponese e l'espressionismo di Eisentstein. Nello stesso filone s'inserisce uno dei suoi capolavori, che vede protagonista una grande Anna Magnani: Mamma Roma, del 1962. Pellicola alla quale seguono nel 1964, Il Vangelo Secondo Matteo, con una particolare caratterizzazione umana di Gesù e Uccellacci e Uccellini. In questo film, l'arte di Pasolini incontra quella del Principe. Ne nasce una comicità fantastica, di suggestione chapliniana. Siamo nel 1967: Pasolini è regista e sceneggiatore consacrato. Produce quasi un film all'anno. Dalle contorsioni linguistiche di Porcile del 1967, alla gentilezza di Medea, 1970, alla cosidetta trilogia della vita iniziata con Decameron, 1971. Dopo Boccaccio, infatti, Pasolini dedica un film a Chaucer con I Racconti di Canterbury e poi all'Arabia ed ai suoi miti, con Il Fiore delle Mille e Una Notte. Poco prima del suo misterioso assassinio, nel 1975, gira l'ultima opera: Salò o Le ultime giornate di Sodoma. Una sorta di elogio dell'eccesso, liberamente ispirato a Sade. Per quanto guarda il teatro, che Pasolini definisce rito culturale, l'artista gli dedica una certa discontinuità. Traduce L'Orestiade di Eschilo nel 1960 e Il Miles Gloriosus di Plauto. Nel 1965 scrive cinque tragedie, tra le quali Orgia, messo in scena tre anni dopo da Franco Enriquez a Torino. Il cinema di Pier Paolo Pasolini parte da una sorta di rivolta morale e approda, attraverso la passione per il racconto, al vagheggiamento dell'amore assoluto. Al di sopra di qualsiasi cosa. Un amore finale e salvifico.
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