theorèin
biografia di Jean Jacques Rousseau

Nato in una famiglia calvinista di piccoli artigiani, abbandonò Ginevra con il padre, coinvolto in una rissa. Affidato a uno zio (che doveva avviarlo all'occupazione di incisore), scappò in Savoia, dove trovò una giovane svizzera, Mme de Warens, che lo indusse a convertirsi al cattolicesimo e divenne poi la sua amante per un decennio. Nel 1742 si trasferì a Parigi: mentre esercitava i più vari mestieri, entrò in contatto con gli illuministi (Diderot e Condillac); ebbe una relazione con una cucitrice, che più tardi sposò e dalla quale ebbe alcuni figli (tutti lasciati, pare, all'ospizio dei trovatelli). Nel 1750 vinse un concorso all'Accademia di Digione con il Discorso sulle scienze e sulle arti, che diede l'avvio, tardivamente, alla sua carriera letteraria. Durante la sua collaborazione all'Encyclopédie entrò in polemica con Voltaire e ruppe con tutto il gruppo degli illuministi. Intanto continuava a scrivere esprimendo le sue idee politico-sociali e criticando la società organizzata e il suo presunto progresso sia in opere teoriche (Discorso sull'origine dell'ineguaglianza tra gli uomini, Discorso sull'economia politica, 1755; Il contratto sociale, 1762, vero manifesto della democrazia) sia in opere più decisamente narrative, come La nuova Eloisa (1761) o il romanzo pedagogico Emilio (1762). Le sue posizioni ideologiche furono violentemente attaccate dall'arcivescovo di Parigi e dal Parlamento, costringendolo a fuggire in Svizzera, poi in Inghilterra, ospite del filosofo Hume (1776). Rientrato in Francia, negli ultimi anni riprese a scrivere (Le confessioni, Le meditazioni di un viandante solitario, pubblicati postumi, 1782-89). Polemizzando contro la tradizione e le istituzioni del suo tempo, vi contrappose la natura intesa come spontaneità e istinto, anticipando atteggiamenti romantici.