MOVIMENTI RELIGIOSI E REALTA' SOCIALE TRA XI E XII SECOLO
A cura di: Mario Della Penna
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Lezione 14

La storiografia sui movimenti del XI secolo

Il primo problema è posto dal Violante, in uno studio sulla povertà nelle eresie del XI secolo, contenuto in Studi sulla cristianità medievale.

La corrente prevalente fa capo a Raffaello Morghen e ai suoi allievi Manselli e Frugoni (di cui è allievo il Miccoli). Secondo questa corrente i caratteri del movimento religioso del secolo XI sono: forte prevalenza laica; tendenza eversiva nei confronti delle istituzioni ecclesiastiche. Il Morghen in Medioevo cristiano sostiene che questi movimenti del secolo XI sono manifestazioni dell'individualismo religioso e manifestazione di una religiosità antiecclesiastica, elementi tipici della nuova società laica, cioè del sorgere di nuovi ceti laicali e del rifluire in essi di profonde esigenze ascetiche e ideali di riforma. Esigenze che si basano essenzialmente sulla lettura e l'interpretazione del Vangelo alla lettera, ignorando o non tenendo conto dei quattro sensi delle scritture, su cui l'ermeneutica ufficiale si era improntata.

I laici non possono comprendere questi quattro sensi perchè sono illitterati, rudes, idiotes, cioè indotti. Preferiscono la lettura diretta, da cui deriva un giudizio della chiesa negativo; ecclesia carnalis, cioè chiesa legata alla carne, al mondo, come la Babilonia dell'Apocalisse.

Da questa interpretazione delle scritture derivano due cose interessanti:

  1. la convinzione che i meriti del cristiano non derivano dal suo stato di vita, cioè dall'essere sacerdote o monaco laico, perchè i meriti sono un fatto individuale e chiunque può raggiungere la salvezza;
  2. si afferma l'ideale di povertà assoluta, basata sulle parole del Vangelo, e quello di povertà relativa, ispirata all'ideale apostolico, cioè in base a quello che gli Atti degli apostoli appare essere stata la loro vita. E' una sorta di comunione dei beni, per cui è richiesta solo la povertà del singolo, personale, mentre è permessa la ricchezza della comunità.

Come per i cistercensi, la povertà non è del gruppo che può possedere, ma solo del singolo. La povertà assoluta è un ideale di tipo evangelico che si va affermando sempre più. La povertà relativa, cioè individuale, ma non del gruppo si attua in canoniche e monasteri, seguendo le forme istituzionali. La povertà assoluta, quella più rigorosa, è in particolare dei laici che escono dalle istituzioni. Capita a volte che ci sia un ordine nuovo o riformato che accetta questo ideale, ma solo nella fase iniziale. Si tratta di una caratteristica appartenente solo ai laici, proprio perchè quelle comunità monastiche che vi hanno aderito, pian piano acquistano possessi e diritti.

Questa corrente storiografica, questa interpretazione, offre una visione conflittuale dei rapporti tra religiosità nuova e istituzioni; quando un movimento religioso si istituzionalizza, secondo l'opinione più diffusa, si travia, si corrompe o comunque si altera rispetto agli ideali iniziali. Chiesa istituzionalizzata e movimenti popolari sono elementi inconciliabili.

Il Violante che appartiene alla stessa scuola del Morghen, non è d'accordo su questa contrapposizione. Contesta l'idea che spiritualità ed istituzioni si escludano le una dalle altre. Le istituzioni sono espressione concreta di esigenze spirituali, cioè sono una delle forme in cui si concretizza una aspirazione di religiosità e non l'opposto della gioiosità, ma una delle forme in cui si trasformano e si traducono queste aspirazioni in concreto. Si potrebbe quindi definire ottimistica questa posizione sul rapporto tra nuova religione ed istituzioni, al quale aderiscono, assieme al Violante, il Gracco e il Capitani.

Il Violante manifesta la propria perplessità davanti all'affermazione che l'ideale evangelico della povertà assoluta sia una esigenza puramente laicale. Secondo il suo parere non è una caratteristica solo dei laici e non rappresenta solo una contestazione nei confronti delle istituzioni ecclesiastiche. Questa sua convinzione deriva dal fatto che i laici tendono a clericalizzarsi, cioè ad inserirsi nell'istituzione, ad esempio entrando come conversi nei monasteri o nelle canoniche. Tendono a creare nuove forme di religiosità e di comunità religiosa, per esempio gli eremiti, i predicatori itineranti ecc.

I movimenti religiosi laici non rifiutano la funzione sacerdotale e non la contestano; vogliono assumere la carica per se, clericalizzarsi in concorrenza o in contrapposizione agli ordini clericali monastici. Vogliono sostituire un'altra gerarchia ritenuta impura. Ma il Violante sostiene che la tendenza al rinnovamento e alla riforma non esiste solo fuori dalla chiesa, presso i laici, ma anche presso i monaci, i chierici, gli eremiti. Conta sottolineare, sempre secondo il Violante, come anche all'interno delle istituzioni ecclesiastiche ci siano istanze di rinnovamento, che non sono monopolio dei laici. In sostanza, non si deve porre il problema in termini di contrapposizione tra religiosità viva e pura (laici) e religiosità morta (istituzioni).

Altro problema importante è quello relativo al fatto se i movimenti religiosi ortodossi o eterodossi, hanno alla base delle rivendicazioni sociali o economiche, cioè se rappresentano una sorta di lotta di classe ante litteram, una rivolta degli umili e degli emarginati contro il potere politico-economico. Per il Grundmann no, perchè le fonti non lo dicono; non esistono testimonianze di lotte sociali nelle fonti coeve. I movimenti appaiono come focolai sparsi di manifestazioni di coscienza, di ascetismo, cioè di maggiore adesione della vita agli ideali evangelici. Per il Grundmann è evidente presso gli eretici una grande eterogeneità sociale. Questo interclassismo era già stato notato dal Violante. Non solo appartengono al ceto inferiore, e questo spiegherebbe una rivalsa di tipo economico-sociale, ma anche al ceto superiore dei nobili e degli ecclesiastici. I promotori delle eresie e dei movimenti religiosi sono per lo più di ceto alto, quindi sfugge quale potrebbe essere la rivendicazione sociale ed economica.


Theorèin - Aprile 2005