MOVIMENTI RELIGIOSI E REALTA' SOCIALE TRA XI E XII SECOLO
A cura di: Mario Della Penna
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Lezione 19

Movimenti religiosi del XII secolo

Bernardo non accetta la sobillazione del vulgus e rimprovera Arnaldo di aver ingiuriato cardinali e pontefici; per la sua intolleranza gerarchica, insomma Bernardo vuole riformare, non scardinare la Chiesa; da qui l'accusa ad Arnaldo di essere un lupo feroce, proprio perchè egli teme un sovvertimento di tutto l'ordinamento ecclesiastico e civile.

L'attività di Arnaldo da Brescia si snoda con vari spostamenti. Sembra volersi riconciliare col papa, che gli impone una penitenza da scontare a Roma visitando le basiliche. Infatti si reca a Roma, dove il papa era assente impegnato in Francia a predicare la seconda crociata. La fonte è Giovanni da Salisbury il quale dice che a Roma Arnaldo si presenta sub ostentre penitensis (sotto la veste del penitente). Ben presto sembra iniziare una predicazione contro il clero, quindi da penitente diventa di nuovo contestatore. Nel 1148 tale predicazione lo porterà ad essere condannato come scismatico dal papa.

Per quanto riguarda il contenuto delle sue predicazioni, abbiamo varie notizie dalle fonti. Le principali sono: Giovanni da Salisbury (1) e Ottone di Frisinga (2) la cui opera è Gesta Friderici Primi Imperatori (MGH, SS, 20°). Da queste testimonianze, spesso contrastanti, direbbe Arnaldo che nè i chierici, nè i monaci devono avere possessi e i vescovi non devono detenere Regalia Iura, cioè i diritti feudali chiamati regalia perchè in origine appartenevano al re e poi il re (o l'autorità massima) le aveva concesse alle autorità ecclesiastiche. Questi diritti regi, dovevano essere restituiti dagli ecclesiastici ai laici. Al clero avido e corrotto non si deve prestare riverenza nè obbedienza.

Il papa e i cardinali vengono delegittimizzati. Il papa viene definito uomo sanguinario, intento, dice Arnaldo, soltanto a rimpinzare i propri forzieri e a vuotare quelli degli altri. E' una predicazione estremamente violenta, che seduxit multitudinen, diceva una fonte, cioè ebbe un largo seguito popolare.

Giovanni da Salisbury aggiunge che trovò credito non solo presso il popolo, ma soprattutto presso le pie donne. Questo punto è molto interessante: propter honestatis speciem et austeritatem vitae (a causa della apparenza di onestà e austerità di vita) placebat populo, sed maximun opera religiosas donnas incemebet subsidium (quindi si trattava credito presso le donne interessate al suo messaggio). La presenza femminile nel movimento ereticale è un dato importante, su cui si ritornerà.

Giovanni da Salisbury chiama i seguaci di Arnaldo secta lumbardorumen, qualche storico moderno ha supposto che Lumbardi fosse sinomino di poveri, quindi non indicasse una provenienza geografica (riferita in questo caso alla Lombardia); ma i seguaci di Arnaldo a Roma perchè vengono chiamati Lumbardi? Successivamente verranno chiamati arnaldisti, traendo il nome dal fondatore del movimento.

Le eresie di questo periodo in genere non sono anonime, ma dice il Grundmann prendono il nome dal fondatore. Alcune fonti medievali affermano che Valdesi non sono una derivazione da Valdo ma inventando una stranissima etimologia dicono derivi da "a valle densa" perchè sarebbero avvolti in una fitta valle di oscurità e di tenebre per sottolineare il fatto che sono avvolti nell'errore mentre la Chiesa è nella linea della verità.


(1) Giovanni di Salisbury - Filosofo, storico e umanista inglese (Salisbury, intorno al 1120 - Chartres 1180). Studìò a Parigi e a Chartres. Ritornato in Inghilterra divenne segretario di Teobaldo, arcivescovo di Canterbury, e del suo successore S. Tommaso Becket. Essendo malvisto da Enrico II, dopo l'uccisione di Tommaso dovette stabilirsi in Francia, occupando la sede vescovile di Chartres (1176) fino alla morte.

(2) Ottone di Frisinga - Cronista tedesco (1114 -1158). Vescovo di Frisinga, fu zio di Federico Barbarossa, che accompagnò nelle varie discese in Italia. Ne esaltò le imprese in un'importante cronaca, Gesta Friderici imperatoris. Nel Liber de duabus civitatibus, narrando la storia universale, sviluppò una interpretazione etico-religiosa delle vicende umane, che si fonda per buona parte sul pensiero agostiniano.


Theorèin - Ottobre 2005