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A cura di: Vito Sibilio
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ACTIONES LITURGICAE
Cenni sulle azioni liturgiche non sacramentali

“Benedetto sia Dio,
Padre del Signore Nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti
con ogni benedizione spirituale,
nei cieli, in Cristo”

San Paolo

I SACRAMENTALI

Accanto all'uso dei Sacramenti, istituiti da Gesù Cristo, la Chiesa ha quello dei Sacramentali. Essi non producono la Grazia di per sé, ma per le preghiere della Chiesa stessa. Assumono valore soteriologico in seno alla Chiesa come Sacramento salvifico, con una efficacia proporzionata alla Fede che si ripone in essi. Sono la più ampia categoria di azioni liturgiche. La loro validità è stata ribadita dalla cost. Sacrosanctum Concilium del Concilio Vaticano II. Sono legati, nel loro sorgere, alle circostanze storiche e quindi possono essere soppressi da quella stessa Chiesa che li ha istituiti, sebbene il potere di fondarli venga dato sempre da Dio e sebbene alcuni di essi siano anteriori alla Chiesa stessa.

Sono conseguenzialmente di numero non fisso. Nelle forme liturgiche comportano quasi sempre una preghiera, un segno (come quello della Croce), l'aspersione con l'acqua benedetta. Derivano dal sacerdozio battesimale, quindi possono essere impartiti dai laici se non strettamente attinenti alla vita ecclesiale e sacramentale propriamente detta.

Distinguiamo in particolare tra essi anzitutto le Benedizioni. Esse sono costituitive o consacratorie quando rendono sacri oggetti (le chiese, gli altari, le suppellettili e le immagini sacre, i libri liturgici, le materie da usarsi per l'amministrazione dei Sacramenti) e persone (le benedizioni degli abati e delle abbadesse, la consacrazione delle vergini, la professione religiosa, il conferimento degli ordini minori e dei ministeri ecclesiastici). Sono invece intermediate quando fanno degli oggetti uno speciale strumento di salvezza senza farli sacri irrevocabilmente (come il sale o le candele). Sono infine invocative quando chiedono a Dio una grazia su qualcosa o qualcuno senza mutarne lo stato (come la benedizione del cibo). Il Segno della Croce serve a benedirci da noi stessi e a santificare le nostre azioni nel Nome della SS. Trinità per mezzo di Cristo Redentore. Esso ha grande potere, specie contro il diavolo, se fatto devotamente. L'uso dell'acqua santa nelle chiese o in casa accompagna proficuamente il Segno di Croce. Nel periodo pasquale la Benedizione delle case invoca la protezione divina sulle famiglie; quella della gola avviene nella festa di San Biagio; la più solenne è tuttavia la Benedizione Eucaristica, a margine dell'Adorazione del Santissimo Sacramento. L'uso degli oggetti sacri è esso stesso un Sacramentale (l'esposizione e la venerazione delle Icone e delle Statue; indossare il Crocifisso o la Medaglia miracolosa o lo Scapolare del Carmine o altri oggetti analoghi; pregare con corone benedette, prima tra tutte quella del Rosario o con altri oggetti simili); anche la devota venerazione delle Reliquie e la visita devota al Papa è un Sacramentale.

Inoltre, sono Sacramentali tutti i Riti non essenziali che accompagnano l'amministrazione dei Sacramenti. Infine, è un Sacramentale, in tale categoria, il Confiteor e l'atto penitenziale della Messa che, con la formula assolutoria, cancella i peccati veniali.

E' un Sacramentale anche l'Esorcismo. Il potere di cacciare i demoni fu conferito da Cristo stesso agli Apostoli e ai Discepoli quando li mandò a due a due innanzi a sé. I Vescovi loro successori o in prima persona o mediante i presbiteri autorizzati praticano quello solenne per scacciare il demonio dalle persone delle quali gli è stato permesso di impossessarsi. Un esorcismo semplice si fa anche durante il Battesimo e ognuno può recitare l'Esorcismo composto da papa Leone XIII, purchè sia in stato di Grazia, possibilmente spesso o quando se ne sente il bisogno. Un tempo un breve Esorcismo era celebrato alla fine di ogni Messa e oggi è stato, forse incautamente, abolito. Il Sacerdote esorcista dev'essere di santa vita, per poter sostenere il confronto quotidiano con lo spirito impuro. Sebbene la malattia mentale non debba essere confusa con l'ossessione o la possessione o l'infestazione diaboliche, non bisogna sottovalutare la minaccia diabolica, specie in questi tempi di grande corruzione. Colpevolmente, molti Vescovi non nominano Esorcisti nelle loro Diocesi.

LE ESEQUIE

Esse non sono né un Sacramento né un Sacramentale, essendo la persona per cui si celebrano già defunta, ma un suffragio ufficiale e specifico, che esprime la natura della Chiesa come Comunione dei Santi. Ve ne sono di diverse, in base ai vari Riti. Nell'Ordo exequiarum della Liturgia romana si possono celebrare in modi diversi in casa, in chiesa e al cimitero. La celebrazione è comunque articolata sempre in quattro fasi, in ogni liturgia: l'accoglienza della comunità (per il conforto), la Liturgia della Parola, il Sacrificio eucaristico e l'Addio (il saluto ultimo e la consegna al Signore), valide anche per le celebrazioni del trigesimo o dell'anniversario o quant'altro di commemorativo. Segue la sepoltura, in terra consacrata o in un luogo benedetto.

LE DEVOZIONI

Sono atti paraliturgici, perchè si innestano sulla Liturgia, esprimendo l'atto di pietà e affidamento dei singoli e dei gruppi. Possiamo classificarle per tempi, argomenti e luoghi. Nessuna di esse è obbligatoria, ma sono fortemente consigliate, in quanto ognuno è libero di scegliere quali preghiere fare, ma nessuno può esimersi dal pregare, non solo nelle forme liturgiche, ma anche personali. Cominciamo dai tempi.

Nella giornata, in parallelo alle Lodi e alla Compieta, abbiamo le antichissime Preghiere del mattino e della sera – composte da più orazioni, liberamente scelte - risalenti all'età patriarcale.

Conviene al mattino recitare, oltre la Preghiera del mattino propriamente detta, il Pater all'Eterno Padre, l'Offerta dell'Apostolato della Preghiera o della Riparazione al Sacro Cuore di Gesù, la Preghiera allo Spirito Santo e il Gloria alla SS. Trinità. Indi onorare la Vergine con le Tre Ave Maria da Lei richieste a Santa Matilde mattina e sera in onore della Potenza, della Sapienza e dell'Amore di cui è stata colmata dalle Tre Persone Divine, promettendo in cambio la Sua materna intercessione in punto di morte e quindi la perseveranza finale. Poi tre Gloria al Patriarca San Giuseppe con una pia invocazione (p. es: quella della Pia Unione del Transito di San Giuseppe); l'Angelo di Dio all'Angelo Custode; un Requiem Aeternam ai Defunti in genere e uno ai propri; la Preghiera di Leone XIII a San Michele Arcangelo, che vale come esorcismo; un Gloria al Santo del giorno. Infine gli Atti delle Virtù teologali: Fede, Speranza e Carità.

Alla sera si può recitare la Preghiera della sera, il Pater, il Gloria; le Tre Ave Maria; un Gloria a San Giuseppe, l'Angelo di Dio, ancora i due Requiem, la Preghiera a San Michele; fondamentale, magari dopo l'esame di coscienza, l'Atto di dolore dei peccati commessi e l'Atto di Riparazione che può preservare dal Purgatorio; la Preghiera a Gesù, Giuseppe e Maria per la buona morte; una pia invocazione al Sacro Cuore e alla Divina Misericordia; un ultimo responsorio come difesa dal diavolo.

Alle Lodi, all'Ora sesta e al Vespro si può recitare la preghiera mariana dell'Angelus Domini, sostituita in tempo di Pasqua dal Regina Coeli. Essa è ricordata dal suono delle campane. L'Angelus pomeridiano può introdurre il Santo Rosario, che nei suoi venti misteri gaudiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi – cinque al giorno- permette di ripercorrere in una settimana le tappe della Vita di Cristo e di Maria. Esso surroga e integra l'intero Salterio.

Angelus e Rosario sono preghiere anche comunitarie, che si recitano nelle chiese. Sono ricche di indulgenze; il Rosario è seguite dalle Litanie della Beata Vergine Maria, specie nella forma lauretana. Sul modello del Rosario si sono formate le innumerevoli corone devozionali recitate nel mondo cristiano: quella alla Divina Misericordia, quella alle Sante Piaghe, quella allo Spirito Santo, il Rosario del Padre. E' bene recitare il Rosario intero il sabato, giorno mariano.

Alle Tre pomeridiane si può onorare la Divina Misericordia, come richiesto da Gesù stesso nelle Rivelazioni autenticate a Santa Faustina Kowalska, magari con l'adorazione o con il Rosario o la Via Crucis. Essa è il ripercorrimento della Passione e Morte di Cristo a partire dalla Condanna fino alla Sepoltura, attraverso quattordici stazioni.

Ricca anch'essa di indulgenze, la Via Crucis ha una forma moderna che ingloba tutta la Passione. Vi è una quindicesima stazione della Resurrezione. Anche questo pio esercizio si recita in comunità, specie nei Venerdì di Quaresima. Sul modello della Via Crucis esiste la Via Lucis, che ripercorre i quadri della Resurrezione fino al Ritorno di Cristo alla fine del mondo.

E' bene leggere quotidianamente la Bibbia e libri di ascetica o spirituali, come anche visitare il Santissimo Sacramento e la Vergine in una chiesa. Alcune anime pregano, potendo, anche di notte.

Nella settimana, la devozione tradizionale santificava, con apposite preghiere ed opere pie, il Lunedì per i Defunti, il Martedì all'Angelo Custode, il Mercoledì a San Giuseppe, il Venerdì al Sacro Cuore e alla Passione di Cristo, il Sabato alla Madonna. Esistono peraltro Messe votive da celebrarsi in alcune di queste giornate.

Alcuni Santi molto popolari hanno i loro giorni, come il Martedì per Sant'Antonio e il Giovedì per Santa Rita.

Nel mese, il Primo Venerdì è, su Sua esplicita richiesta a Santa Margherita Maria Alacoque, per il Sacro Cuore. Chi si comunica e si confessa per Nove Primi Venerdì consecutivi, con l'intenzione di riparare le offese fatte a Gesù, ha la grazia della perseveranza finale, per la Grande Promessa del Sacro Cuore, autenticata da Benedetto XV (1914-1922). L'ultimo Venerdì è per il Preziosissimo Sangue. In essi si compiono atti di riparazione e consacrazione, legati al culto eucaristico, sia pubblico che privato. Il Primo Sabato è per il Cuore Immacolato di Maria, come da Lei chiesto a Fatima. Chi si comunica e si confessa per Cinque Primi Sabati consecutivi e recita una corona di Rosario meditandolo per un quarto d'ora per offrire al Cuore Immacolato riparazione, ottiene la grazia della perseveranza finale per promessa della stessa Vergine a Suor Lucia dos Santos, recepita e fatta sua dalla Chiesa. Il Venticinque del mese è, in alcune chiese, solennizzato dalle Litanie del Santo Bambino; il Ventisette dalla Preghiera all'Immacolata della Medaglia miracolosa. Esistono ovviamente altre pratiche minori.

Nell'anno, vi sono i mesi devozionali e le preghiere cicliche preparatorie alle Solennità, entrambi sia pubblici che privati. Marzo a San Giuseppe, Maggio all'Immacolata, Giugno al Sacro Cuore, Luglio al Preziosissimo Sangue, Settembre all'Addolorata, Ottobre alla Madonna del Rosario e per le Missioni, Novembre ai Defunti, Dicembre al Santo Bambino. Alcuni dedicano Gennaio al Padre Eterno. Al centro di questi mesi spesso ci sono Solennità liturgiche che conferiscono loro il tema devozionale. In quanto alle preghiere cicliche, sono soprattutto novene e tridui. Le più importanti dell'anno liturgico sono la Novena all'Immacolata, quella di Natale, quella a San Giuseppe (anche se nelle chiese si fa il triduo, perchè meno solenne in occasione della Quaresima, nella quale cade la solennità del Santo), quella alla Divina Misericordia, quella di Pentecoste, quella – meno nota e non pubblica – del Corpus Domini, quella del Sacro Cuore, quella del Cuore Immacolato, quella del Sangue Sparso, quella dell'Assunzione, quella del Santo Bambino di Praga, quella dei Defunti, quella – anch'essa poco praticata – di Cristo Re. Vi sono poi novene ai Santi e in particolare la Tredicina – di tredici giorni – a Sant'Antonio. Esistono anche i Settenari – come quello all'Addolorata. L'Ottavario è tipico dei Defunti.

Alcuni anni sono, per volontà della Chiesa, dedicati al culto pubblico della Madonna,del Sacro Cuore o alla preghiera per certe intenzioni e a certi Santi.

Gli anni mariani sono stati due, voluti da Pio XII e Giovanni Paolo II. L'anno del Sacro Cuore, quello sacerdotale e quello paolino li ha voluti papa Benedetto XVI.

Passando agli argomenti, diciamo velocemente che le devozioni più comuni sono rivolte al Cristo.

Al Sacro Cuore di Gesù, – le due Coroncine, le Litanie, la Preghiera di Riparazione, ecc.- al Preziossimo Sangue e al SS. Nome di Gesù – le Litanie di entrambi – al SS. Salvatore, a Cristo Re, al Santissimo Sacramento – l'Adorazione, la Visita, l'Ora Santa, la Guardia d'onore sono state citate a suo tempo; in esse abbiamo tra le altre cose il Rosario eucaristico e le Litanie- alle Sante Piaghe – la Coroncina e le Quindici Orazioni annuali rivelate a Santa Brigida – alla Piaga della Spalla destra di Nostro Signore – la Preghiera di San Bernardo – alla Divina Misericordia – la Coroncina e le Litanie- alla Santa Infanzia – i Tre Gloria quotidiani e la giaculatoria della Pia Unione del Santo Bambino, le Litanie, la Coroncina – a Gesù Sacerdote di Misericordia Infinita e ai vari momenti della Passione di Gesù.

Accanto a queste cristologiche, si ricordano quelle al Padre – Rosario e Litanie – e allo Spirito Santo – Rosario e Litanie. Importantissime quelle mariane.

Oltre a quelle citate, potremmo ricordare le varie preghiere al Cuore Immacolato, all'Immacolata, all'Assunta, all'Incoronata, alla Mediatrice, alla Corredentrice, alla Regina, alla Madre di Dio, al Nome di Maria, che onorano i vari aspetti del mistero mariano, oltre all'infinità di preghiere per i titoli locali (dell'Altomare, del Soccorso, delle Grazie, di Trimoggia, del Miracolo, di Loreto, del Rosario) e alle coroncine duplicate del Rosario (delle Lacrime, dei Sette Dolori, delle Sette Allegrezze, delle Mille Ave Maria ecc.). Le forme più importanti della devozione mariana sono comunque: la Consacrazione (semplice, come schiavo, proprietà o vittima, la totale), il Rosario, i Cinque e i Quindici Sabati – questi consecutivi – le Tre Ave Maria, l'Angelus, l'indossare la Medaglia Miracolosa,rivelata da Maria stessa, o lo Scapolare mariano, specie quello del Carmine con l'annessa indulgenza per la liberazione dal Purgatorio il primo sabato dopo la morte, il Sabato mariano, i mesi mariani, l'Ufficio della Beata Vergine.

Infine abbiamo devozioni ai Santi, agli Angeli e ai Defunti.

Il Sacro Manto, da farsi per un mese, le Sette suppliche e le litanie, con la Novena, sono le maggiori a San Giuseppe. La Preghiera a San Michele e le sue Litanie sono le più comuni in suo onore; la Corona Angelica dà invece onore a tutti gli Angeli. Esistono preghiere praticamente per tutti i Santi. La Corona dei Cento Requiem e le Litanie di suffragio sono tra le più comuni per i Defunti.

Infine abbiamo le devozioni legate ai luoghi. Sono generalmente i pellegrinaggi, presso i Santuari, in cui sono custodite Reliquie, Immagini Sacre, o dove sono accaduti fatti miracolosi o soprattutto nei Luoghi Santi di Palestina. Una forma particolare è il pellegrinaggio presso la Tomba di Pietro che è anche fatto per vedere il Papa.

LE OPERE DI PIETA'

Sono le ultime azioni sacre che il cristiano può compiere a margine della Liturgia. Le astinenze e i digiuni – oltre a quelli obbligatori – le Opere di misericordia in certi momenti dell'anno o con certe intenzioni devote, le veglie, le mortificazioni, l'associazione alle Pie Unioni, alle Pie Associazioni, alle Confraternite, l'indossare medaglie e oggetti sacri.

In tutto ciò si realizza l'invito biblico a pregare sempre, a vivere di preghiera.


Theorèin - Settembre 2011