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La
galleria A arte Studio Invernizzi inaugura giovedì 17 febbraio alle ore 18.30
una mostra personale di Bruno Querci - pensata in stretto rapporto con lo spazio
espositivo - in cui saranno presentate 18 opere appartenenti al nuovo ciclo “Infinitotraccia”.
“Le superfici dipinte in bianco e nero di Bruno Querci” - scrive Bruno Corà -
“si offrono in tutta la loro radicalità ed essenzialità allo sguardo
dell’osservatore. E basterebbe la loro evidente ricerca di equilibrio spaziale,
il loro drammatico nitore volto alla conquista di una dimensione che non è solo
interna ai dipinti ma che altresì magnetizza le bianche pareti degli ambienti
che li accolgono e l’intera volumetria in cui è circondato il visitatore stesso,
a farne - di per sé - un episodio qualificato di esperienza percettiva.
Ma Querci e il suo lavoro, che da anni seguo sin dal nostro incontro nel suo
studio pratese, esigono una più attenta e prolungata osservazione, poiché solo
attraverso un tempo che definirei di estesa-interrelazione-attiva con quei
dipinti, si può giungere ad altre quote pur latenti in quella pittura, dove
impensabili vacuità, sporgenze e convessità attendono chi le colga e ricavi
dalla dinamica dei contrasti. Ciò è possibile e avviene poiché Querci,
nell’elaborazione dell’antinomia visualizzata del bianco-nero sulla tela, in
verità insegue sempre l’obiettivo di giungere a un’immagine autoapparente e non
a un puro esercizio acromatico. E lì si avventura tenacemente, come aveva fatto
Lo Savio, nelle stesse latitudini polari estreme dello Spazio-Luce ‘per domare’
- come afferma Querci - ‘il nuovo infinito che vuole essere espresso’.
(...) Pittura sempre sul confine quella di Querci, mai interessata a
oltrepassarlo per l’univocità di una sola figura, piuttosto pronta invece
all’essenza di tutte quelle possibili. Così, nel panorama delle ricerche sulle
molteplici prassi della pittura non mimeticamente rappresentativa, Querci occupa
un posto originale insieme a pochi altri artisti contemporanei italiani”.
In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo bilingue contenente un
saggio introduttivo di Bruno Corà, una intervista di Chiara Mari all’artista,
una poesia di Carlo Invernizzi, la riproduzione delle opere esposte in galleria
e un apparato bio-bibliografico.
Bruno Querci è nato
a Prato nel 1956 dove vive e lavora.
Si afferma nei primi anni Ottanta come protagonista di un’originale ricerca
pittorica in contrapposizione alle correnti forme espressive del tempo. Querci
ha fatto parte del gruppo "Astrazione Povera" - movimento teorizzato dal critico
Filiberto Menna - e nel 1986 è stato invitato a partecipare alla mostra "Il meno
è il più, per una astrazione povera" presso La Salerniana, Convento di San Carlo
a Erice.
Tra le sue prime esposizioni personali si ricorda "Situazioni" alla Galleria
Vivita a Firenze nel 1984 e "Progetti Minimi" alla Galleria Jartrakor a Roma,
nel 1987.
Nel 1988 Querci è invitato a partecipare alla "Internationale Triennale der
Zeichnung" presso la Kunsthalle a Norimberga e nel 1990 alla mostra "Astratta,
secessioni astratte in Italia dal dopoguerra" al 1990.
Nel1996 firma con i pittori Gianni Asdrubali, Nelio Sonego e il poeta Carlo
Invernizzi il manifesto "Tromboloide e disquarciata. Natura Naturans"
partecipando, nel 1997, alla medesima mostra presso il Centro Espositivo della
Rocca Paolina di Perugia, alla Galleria Nothburga di Innsbruck al Museum
Rabalderhaus di Schwaz e nel 1999 presso i Musei Civici di Villa Manzoni a
Lecco.
Nello stesso anno viene organizzata anche la mostra itinerante "Bruno Querci.
Naturaenergialuce" presso il Palazzo Municipale di Vignate, il Palazzo Pretorio
di Certaldo e Palazzo Racani Arroni di Spoleto.
Sempre nel 1997 in occasione del ciclo "Irradiazioni" a cura del Centro per
l’Arte Contemporanea Luigi Pecci e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di
Prato, l’Associazione Culturale Grafio di Prato presenta una sua grande mostra
personale dal titolo "Apparizioni".
Nel 2001 viene invitato alla mostra "Abitanti. Arte in relazione a Palazzo
Fabroni" a Pistoia dove nel 2004 partecipa anche alla mostra "Sonde. Dieci anni
con gli artisti" di Palazzo Fabroni.
Nel 2007 il CAMeC, Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia, gli dedica
una mostra antologica.
Nel 2010 viene invitato a realizzare una mostra, assieme a David Tremlett, a
Bagnolo di Lonigo a Villa Pisani Bonetti, capolavoro giovanile dell’architettura
del Palladio.
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